L’alimentazione influenza l’apprendimento?

“Siamo ciò che mangiamo” ho letto da qualche parte… e a pensarci bene è così, no??

 

Una sana alimentazione porta benefici sia al corpo che alla mente: in un articolo ho scritto che il cervello va alimentato correttamente per mantenerlo efficiente.

 

Ebbene, è risaputo che alcuni cibi hanno un effetto stimolante, eccitante, altri appesantiscono eccetera; pertanto anche l’apprendimento può risentirne, in bene o in male.

 

A sentire Stefano Scoglio, direttore del Centro di Ricerche Nutriterapiche di Urbino, l’alimentazione gioca un ruolo cruciale nei disturbi comportamentali come l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), in italiano Disturdo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività ;-):

 

l’alimentazione odierna “pronta all’uso” è sempre più povera di nutrienti, abbassa le difese antiossidanti e ostacola la formazione dei principali neurotrasmettitori.

 

Ad esempio, l’eccessivo consumo di zucchero porta alla carenza di noradrenalina, neurotrasmettitore deputato proprio a controbilanciare gli sbalzi glicemici: quando questo ormone si abbassa vengono metabolizzati gli zuccheri, anche carboidrati rffinati, al punto da generare ipo o iper glicemia, con conseguente iperattività o sonnolenza e calo della concentrazione, con relative conseguenze sull ‘apprendimento.

 

Cosa si può fare?

 

Anche in questo contesto è utile tornare ad un’alimentazione semplice, sana e naturale: tanta frutta e verdure, più uova e pesce, meno merendine e sanck confezionati, Il tutto accompagnato da un po’ di sano sport.

 

 

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